E' davvero possibile ricominciare?
Nel corso di quest'anno, lo ammetto, è stata la domanda che più frequentemente ho posto a me stessa. Il problema è che quando cadi giù e ti sei procurato frattura alla caviglia, rialzarsi diventa più complicato. Lì per lì, quasi impossibile.
Deve passare tempo. E' la risposta più ovvia del mondo, lo so. Ma è così. Fasci la tua caviglia, la alzi e la metti a riposo per tre mesi, anche quattro. Bisogna che si ricostruisca dall'interno, piano. Ci vuole tempo.
Come si fa a ricostruirsi? Come fa l'uomo a ricostruirsi dentro?
Ho passato dei momenti terribili. Mente annebbiata dall'orgoglio, confusa dal conflitto tra ciò che stavo diventando e ciò che in realtà avrei voluto essere. Non sapete quanto sia difficile ammettere di aver sbagliato. E io avevo sbagliato, e di grosso anche. Solo che non lo volevo ammettere a nessuno. Nemmeno a me stessa.
L'anno scorso ho iniziato l'università. Ho preso giurisprudenza, convinta che fosse la scelta migliore, più logica per me. "E' un paracadute", pensavo. "Troverò lavoro e poi mi dedicherò a ciò che più mi piace".
NIENTE DI PIU' SBAGLIATO.
Ho iniziato ad andare a lezione dopo un mese e mezzo dall'inizio dei corsi. Una cosa davvero orribile per me, abituata a fare tutto con ordine e precisione, almeno nello studio. Sperduta in un ambiente non mio, in una città non mia.
I primi tempi fingevo che mi piacesse. Seguivo le lezioni, tornavo a casa e, qualche volta, studiavo. Prendevo appunti, tantissimi. E mentre cercavo di distrarmi inseguendo quell'insulsa quotidianità, dentro di me nasceva un qualcosa che nemmeno adesso riesco ad identificare con chiarezza. Partiva dal basso e, con subdola maestria, sfaldava quelle fondamenta che con fatica cercavano di sorreggere le mie fragilissime convinzioni.
Ogni giorno un po' di più, ogni giorno con più vigore.
Mi stava, inconsciamente, divorando dentro.
"Cos'è un ricordo? Qualcosa che hai o qualcosa che hai perso per sempre?" - Woody Allen -
Visualizzazione post con etichetta università. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta università. Mostra tutti i post
giovedì 3 ottobre 2013
E adesso? Andiamo con ordine.
Etichette:
cambiamenti,
confusione,
continua,
errori,
fragilità,
orgoglio,
paura,
pensieri,
ricominciare,
ricostruire,
sbagli,
storia,
università,
vita
martedì 29 gennaio 2013
Fasi
Ad una settimana dal mio primo esame universitario, posso finalmente ammetterlo con sicurezza:
sono divisa in due.
Avete capito benissimo, non c'è nessun errore di battitura. Sono letteralmente, completamente divisa in due parti:
quella che vuole studiare (che in me ha sempre prevalso)
quella che se ne frega saporitamente, senza senso di colpa alcuno.
Situazione insolita e, devo dirlo, non facile da gestire. Capisco che di primo impatto possa sembrare una reazione del tutto normale, soprattutto per chi è abituato a convivere con questo genere di conflitti interiori. Ma per me non lo è. Non lo è per niente.
Sembra che la parte menefreghista del mio essere, per tanto tempo soffocata da orgoglio e fittizie competizioni, stia esplodendo ora, tutta insieme. Ma che gentilezza aspettare proprio il momento peggiore, quello del primo anno di università.
Non potevi farti sentire prima, magari a piccole rate?!
Forse è vero, sto impazzendo. Ma non so che fare, non capisco perché una parte del mio cervello vuole una cosa, e l'altra stia facendo di tutto per mettergli i bastoni fra le ruote.
Perché proprio nel momento in cui la motivazione dovrebbe essere più forte e la voglia di arrivare all'obiettivo dovrebbe accecare tutto il resto, io reagisco in maniera diversa? Ma neanche diversa dagli altri, poiché probabilmente molti si trovano nella stessa mia situazione...
Perché reagisco diversamente da come reagirebbe la ragazza in cui mi riconoscevo in un tempo non così lontano?
Non ne ho idea. So solo che io tra una settimana ho un esame, il primo della mia vita. E mi sento insicura, piena di dubbi, di incertezze.
E, nonostante tutto, non mi importa.
Spero, almeno per ora.
Etichette:
emozioni,
esami,
fasi,
insicurezza,
io,
obiettivi,
paura,
studio,
università,
universitaria,
vita
domenica 30 settembre 2012
Un po' di più
Mi sento strana.
Cerco di fare un bel respiro. Niente. Qualcosa mi agita, mi fa sentire instabile.
Forse mi spaventa.
Domani comincerò una nuova vita. Domani farò parte di un altro mondo. Volti nuovi, studi nuovi... tutto diverso. Saremo io e tutto il resto.
E se non fossi pronta? Se non fossi all'altezza?
Domani, il mio primo giorno da universitaria, farò il mio ingresso in una realtà tutta da scoprire.
E' vero, ho paura. L'insicurezza, il timore di un fallimento, mi assalgono.
Eppure, voglio dimostrare a me stessa che non sarà così.
Eppure, nonostante tutto... non vedo l'ora di iniziare.
Etichette:
cambiare,
crescere,
crescita,
fiducia,
giorno,
iniziare,
insicurezza,
matricola,
nuova,
paura,
primo,
primogiorno,
speranza,
timore,
università,
universitaria,
vincere,
vita
Iscriviti a:
Commenti (Atom)