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mercoledì 24 ottobre 2012

E' così

Ci sono dei momenti in cui pensi che tutto possa andare storto. Che nulla cambierà. Che proprio ciò che ti fa stare male durerà per sempre, mentre tutto, attorno a te, prende forma e colori differenti.

Inizi a sentire lo stomaco che fa male. Il respiro ti si strozza in gola, sembra quasi di soffocare. Al minimo pensiero, gli occhi diventano rossi, gonfi, umidi. Un calore al petto. Lo senti, è insopportabile. Vorresti urlare, mentre tutto, dentro e fuori, rimane immobile.

Deglutisci. Attorno a te c'è rumore, ma tu senti solo il silenzio.
Un lacerante, infinito silenzio.

Non cambierà niente. Vorresti morire, perché sai che è così.

Ci piace illuderci. Crogiolarci i magnifici sogni, sentire il sapore delle nuvole, volare oltre le stelle, su, sempre più in alto.

Riapri gli occhi. Immobile.

Niente è più doloroso della consapevolezza del sogno... Della sua irrealtà, della sua irraggiungibilità.

venerdì 21 settembre 2012

... All'improvviso

 
 
Ammetto che non me lo sarei mai aspettato. Non ora, non adesso. Ma tutti quegli scatoli, ordinatamente impilati nell'ingresso... mi hanno bruscamente riportato alla realtà. Mi sono rivista per un attimo mentre entravo in una casa che profumava ancora di vernice fresca. Respiravo a fondo quella nuova avventura, immaginavo cosa sarebbe cambiato. Riapro gli occhi. Sento che qualcosa sta per iniziare... ma, nel frattempo, ne sta finendo un'altra.
 

In momenti come questi, capisco quanto il tempo corra più veloce di me.

domenica 16 settembre 2012

Settembre

Le sere di settembre sono le più strane. Senti l'aria, fresca e leggera, accarezzarti dolcemente la pelle. Ti fa sentire bene, più sollevato, cullato da uno sconosciuto, rasserenante senso di libertà. La respiri, la fai tua... E improvvisamente, accade. Lo senti ma, all'inizio, non lo riconosci. Ti inebria, ti travolge. Quel profumo... Un misto di emozioni, passate e future. Ti dà malinconia e speranza al tempo stesso.

L'aria delle sere di settembre profuma di un'estate che sfiorisce. Profuma di ricordi, ma anche del tepore di un camino.
Chiudi gli occhi. Cerchi di imprimere nella memoria quel profumo. Li riapri.

In cuor tuo, sai già che non c'è più.

Sola

Oggi ho capito una cosa: non si cresce con il tempo. O forse, non lo capisci subito.

Te ne accorgi dopo. Quando tutto è già stato fatto, concluso, terminato. E tu non puoi far nulla per tornare indietro.
Quando la macchina della tua famiglia si allontana, come se nulla fosse... ma lì dentro manchi tu. Quando, chiusa a chiave la porta di casa, senti il silenzio penetrare nelle ossa, avvolgere la mente, soffocarla. Lì, chiuso tra quattro fredde mura, sei in compagnia solo di te stesso.
E' proprio in questi momenti in cui ci si sente improvvisamente traditi dalla vita. Si comprende che essa scorre, tranquilla, senza chiederci né spiegarci niente.

In quella macchina c'ero anche io. Ora posso anche non esserci.
Cosa è cambiato?
Chiudo la porta di casa, mi giro, ascolto il rumore del silenzio.
In quei momenti, più di ogni altra cosa, avrei bisogno di una risposta.

sabato 15 settembre 2012

Lo specchio

Scrivere. Non importa cosa, non importa come, nè dove. Sfiorare la superficie ruvida della carta, sentirne il profumo, ascoltare cosa sta cercando di dirci. Specchiarsi in essa, far sì che sia lei a leggere noi.  La mente vola mentre cerca le parole, la mano trema nel provare a disegnarle. Chi lo leggerà? pensi. In fondo, a chi può importare?
Cercare la risposta a queste domande... ma, forse, la risposta non c'è. Ci sei tu, la carta, la penna. Non c'è nessun altro. Sei solo.
In fondo, sai che è più bello... sai che è meglio così.

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