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martedì 27 maggio 2014

Il lato oscuro

Spero davvero che nessuno mi legga.

Mi sono resa conto che io non seguirei mai un blog come il mio. Da tutti i post emerge il mio "lato oscuro", quello che ho dentro e che non ho il coraggio di dire. Emergono le paure di una ragazza triste, scontenta, malinconica. Sembra davvero che io sia così sempre, che veda la vita come non dovrei, che io la affronti senza stringerla tra le mani, in pugno. Sembra che la solitudine sia la compagna più fidata dei miei dialoghi con me stessa, che io voglia evadere sempre e comunque, che voglia rifugiarmi in un passato che non torna o, semplicemente, avere qualche certezza in più sul futuro. Mai allegria, mai vita vera, mai speranza. 

In fondo, un po' è così.

Ma ci tengo a dirlo: io non sono solo questo.

Scrivo quando mi sento sola. Scrivo quando ho voglia di sfogarmi, di urlare al mondo che esisto. Traggo riflessioni da stralci di vita che, penso, sia inutile raccontare nei dettagli.
Quando la tristezza mi assale, quando ho voglia di piangere, quando sento che solo un foglio elettronico può capirmi... io scrivo. E subito dopo mi sento più libera, più sollevata. Un po' meno triste.

La vetrina scura che ho creato in questo spazio inesistente della rete mi aiuta a proteggere la piccola luce che quotidianamente tento di ravvivare. E' confortante sapere che qualcosa mi ascolta.

Non mi interessa se qualcuno mi legge o meno.
Ma so per certo che chi dovesse farlo leggerebbe uno stralcio della mia anima. Un piccolo angolo nascosto nelle profondità del mio io che potrà trovare solo qui, chiuso nel cassetto. 
E che mai, mai porterò alla luce.

- Perché scrivi solo cose tristi? -
- Perché quando sono felice, esco. -
- Luigi Tenco -

domenica 16 settembre 2012

Sola

Oggi ho capito una cosa: non si cresce con il tempo. O forse, non lo capisci subito.

Te ne accorgi dopo. Quando tutto è già stato fatto, concluso, terminato. E tu non puoi far nulla per tornare indietro.
Quando la macchina della tua famiglia si allontana, come se nulla fosse... ma lì dentro manchi tu. Quando, chiusa a chiave la porta di casa, senti il silenzio penetrare nelle ossa, avvolgere la mente, soffocarla. Lì, chiuso tra quattro fredde mura, sei in compagnia solo di te stesso.
E' proprio in questi momenti in cui ci si sente improvvisamente traditi dalla vita. Si comprende che essa scorre, tranquilla, senza chiederci né spiegarci niente.

In quella macchina c'ero anche io. Ora posso anche non esserci.
Cosa è cambiato?
Chiudo la porta di casa, mi giro, ascolto il rumore del silenzio.
In quei momenti, più di ogni altra cosa, avrei bisogno di una risposta.

sabato 15 settembre 2012

Lo specchio

Scrivere. Non importa cosa, non importa come, nè dove. Sfiorare la superficie ruvida della carta, sentirne il profumo, ascoltare cosa sta cercando di dirci. Specchiarsi in essa, far sì che sia lei a leggere noi.  La mente vola mentre cerca le parole, la mano trema nel provare a disegnarle. Chi lo leggerà? pensi. In fondo, a chi può importare?
Cercare la risposta a queste domande... ma, forse, la risposta non c'è. Ci sei tu, la carta, la penna. Non c'è nessun altro. Sei solo.
In fondo, sai che è più bello... sai che è meglio così.

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