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domenica 20 luglio 2014

La bolla

Ormai sono quasi convinta del fatto che la vita sia intenzionata ad escluderci da ben determinate situazioni. È come se noi, nell'ambito di un quadro già perfettamente costruito, non fossimo proprio previsti. Come se ci trovassimo fuori campo, appena al di là del fuoco di un obiettivo.
Penso che alcune cose non le vivrò mai, perché semplicemente non sono destinata a viverle: in quella foto, in quel quadro, io non ci sono. Non c'entro. 

Naturalmente non parlo dello "straordinario", dell'incredibilmente bello o incredibilmente brutto. Non ci vuole un genio per immaginare che le probabilità di organizzare un viaggio sulla luna insieme ai nostri cari siano veramente scarse... Ammetto tuttavia che se per l'incredibilmente bello vi è una quasi assoluta certezza della sua peculiare irrealizzabilità, per "l'incredibilmente brutto" la certezza si tramuta in speranza, perché nessuno, e dico nessuno, è esente dalle disgrazie di questa vita. Si può solo avere fede... E sperare.

Io però mi sento esclusa da altro. Da eventi che genericamente appaiono "ordinari" ma che per me, evidentemente, non lo sono. Ma perché la vita ci fa stare tanto male per la mancanza di ciò che, invece, ne dovrebbe naturalmente fare parte? Qual è il senso di un'esclusione tanto brutale, di quel muro che mi separa da un mondo che ancora non conosco, da persone che forse mai conoscerò?

Mi sento dentro una bolla con una parete a specchio. Vedo la vita, le persone, i loro amori, le loro "normalità" che scorrono davanti ai miei occhi. A volte sento un profumo, a volte mi sembra quasi che qualcuno si sia accorto della mia presenza al di là di quella fortezza che li riflette e mi imprigiona.

Ma poi quel qualcuno si gira.
Quel profumo svanisce.
Ennesima illusione. L'ennesimo assaggio di ciò che non sarà mai mio.

L'ennesima, sbiadita fotografia, di cui faccio parte solo per metà.

venerdì 31 maggio 2013

Briciole

Non resta nulla.

Guardati indietro. Afferra quel ricordo. Stringi quell'emozione. Illuminati di quel sorriso.

Ora torna qui.
Svanito. Tutto.
Rimani solo tu. E quella solitudine che ti assale.

I ricordi fanno male. Annebbiano, sfiniscono.

Quasi quasi non mi affeziono più.

sabato 13 aprile 2013

Mancanza

Quante volte ci siamo spinti a sentire la mancanza di qualcosa che mai abbiamo ottenuto? Sensazione strana, insolita, non certo delle più piacevoli.
Credo che dopo tanto tempo di prolungate mancanze si arrivi a un punto in cui la mente, assuefatta da un unico, costante pensiero, si abitui all'idea di averlo perso, di aver perso quell'occasione, quel sentimento. Si è spinti da un desiderio tanto intenso da far credere a noi stessi che, un tempo, esso si è realizzato e che il suo oggetto sia stato realmente nostro. Una fantasia reale, un'illusione così potente da raggirare anche ciò che di più razionale è rimasto in noi. Splendida favola, il cui finale consiste in un dolorosissimo distacco, sempre e comunque.
Solo ora ne percepiamo l'assenza.
Ora sentiamo di essere veramente soli perché anche l'illusione ci ha abbandonato. Ancorati ad una realtà che incessantemente cerchiamo di fuggire, soffriamo per qualcosa che non è mai esistito, un'emozione mai provata, una situazione mai vissuta. Eppure è li, vivida in noi.
Il dolore della mai presenza supera qualsiasi altro. E ci fa sentire grigi, vuoti... Dannatamente incompleti.

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