Visualizzazione post con etichetta casa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta casa. Mostra tutti i post

lunedì 9 marzo 2015

Ma quali mimose?

8 marzo 2015.
Festa della donna.

Sono sola, a casa, senza nessuno. È domenica. Mi sono svegliata alle 9:30, alzata dal letto alle 10:30. Avevo scongelato un cornetto ieri sera, di quelli che lievitano durante la notte. Mi innervosisco vedendo che non è cresciuto. Eppure gli avevo messo un tovagliolo sopra... Pazienza.

Faccio colazione con un caffè, il cornetto sottosviluppato e un film con Danny DeVito e Arnold Shwarzenegger nei panni di un uomo che decide di portare avanti un esperimento che lo avrebbe portato a dare alla luce un bambino. Devo dire che vedere il protagonista di Terminator e Conan il Barbaro nei panni di un "mammo incinto" mi ha inquietato non poco. Ma vabbè.

In men che non si dica si fanno le 13. Meraviglioso! Si mangia ancora. Mi preparo l'equivalente di due porzioni di mezzelune in brodo e me le sbafo in circa 2 minuti e qualcosa, facendo zapping tra i programmi spazzatura che i canali minori offrono la domenica pomeriggio.
Il tutto rigorosamente in pigiama.

La mia seconda parte della giornata passa così. Il sottofondo della televisione accompagna il mio tragitto dal divano al letto e viceversa, il tutto addolcito da un paio di cucchiaini di nutella, un Mon Cheri e un Chupa Chups alla coca cola. La poca dignità che mi è rimasta cerca di farsi spazio a fatica nel tunnel occupato dalla pigrizia, facendomi prendere in un guizzo di lucidità penne, quaderni e appunti.
La cosa dura sì e no una quindicina di minuti.
In un lampo improvviso di follia, decido di prepararmi una tortina veloce alle mele e cannella per sopprimere la noia e la mia voglia di dolci. Voglio sperimentare, così invento di testa mia la ricetta e via in forno. Mi sento soddisfatta.

Raggiungo trionfante il divano, ricominciando il mio zapping. Avrà la meglio un film con Adriano Celentano e Ornella Muti, "Innamorato pazzo", visto e rivisto una ventina di volte, ma sempre simpatico e comunque adatto al mio modus operandi di oggi.
Verso le 18:30 mi assale una fame (o voglia di mangiare... Non saprei) terribile, e così decido di aprire una scatola di ricotta che avevo preso ieri al supermercato. Ne mangio un po', poi la mia dignità si rifa viva e mi impone di smettere. Spengo il forno, tiro fuori la mia tortina inventata... Dal profumo, l'esperimento sembra riuscito.

Sono le 19:30, e la fame si fa risentire. Decido di mandare a quel paese le mie abitudini e di mettere in forno un cordon bleu e qualche mini tortino di verdure.  Apro una piadina, e ci spalmo sopra la ricotta precedentemente aperta, insieme a qualche fettina di salame. Et voilà.

In TV è iniziato un altro film con Celentano e la Muti, "Il bisbetico domato". Si vede che è giornata. 
Ma io voglio vedere una sciocca commediola americana, così opto per un film con quel figaccione di Ashton Kutcher ("Killers"). Devo rifarmi gli occhi e deprimermi sul fatto che uno così può esistere giusto in un film... Ma non prima di aver scritto un tweet da tagliarsi le vene su questa insulsa giornata.

Proverò la mia pseudo tortina di mele verso la fine della serata (e si parla comunque delle 22... Wooo), constatando che sono una fottuta pasticcera. Coronerà il tutto il finale della puntata di "Braccialetti Rossi", mai vista in vita mia, ma stasera va così.

Ed ora sono qui, a scrivere un post che non leggerà nessuno sulla mia entusiasmante festa della donna, dopo aver saputo che mio fratello di 7 anni ha intrattenuto al karaoke 90 persone e mamma e papà hanno passato la giornata tra vino, cibo e trenini "peppeppe". 

Io ho ricevuto 3 auguri, e il mio vestito d'onore è il pigiama di pile. La TV è accesa, il letto è sfatto e lo stomaco è in subbuglio.

Uno sballo.

Tanti auguri a me.

lunedì 26 maggio 2014

Fuori dal guscio

Torno alla realtà, dopo essere stata in quella magnifica nuvola protetta quasi più di una settimana. Torno a Roma, torno a studiare, torno in quella che dovrebbe essere la mia realtà. Mia e di nessun altro.

Sembrerà strano, ma davvero, non riesco a staccarmi. Non riesco. Parto, e immagino il momento in cui tornerò dalla mia famiglia. Stento a credere che riuscirò davvero a crearmi una vita da sola, per conto mio. Penso che la vera felicità siano loro, e mi riesce difficile immaginare un legame più forte con un estraneo. Sarà che non mi è mai capitato, sarà che non ho minimamente idea di come si possa amare... Sarà che il solo pensiero mi spaventa terribilmente.

Cambierò?

Se da un lato lo spero, dall'altro ho paura che non succederà. E continuerà ad essere tutto un sogno, e vivrò nella proiezione di un desiderio, lo stesso che si ha da piccole, quando si guardano per la prima volta quelle splendide favole Disney.

Perché, in fondo, io mi sento piccola. Sento di aver bisogno di una guida, di una protezione.
Forse anche gli altri mi vedono così.

Translate