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mercoledì 9 luglio 2014

"Le faremo sapere".

Ok, mi sembra quasi irreale. 

Molte cose sembrano finalmente funzionare.

Come avevo già accennato, il mio umore in questi giorni è salito un gradino più su. La ragione non l'ho ancora ben intuita del tutto (sarà il 30 e lode dell'ultimo esame o il destino che finalmente si è accorto anche di me?), però ciò non toglie che mi senta comunque pervasa da una sorta di instabilità diffusa. Da cosa è data? Dal fatto che non so se tutto questo è destinato a durare. Cos'è, un trabocchetto forse?!

Mi odio quando non ho fiducia negli avvenimenti. Devo anche ammettere, tuttavia, che una certa esperienza mi ha fatto capire che le "cose belle" non sono destinate a durare. Che quando inizi a prenderci gusto e ad aspettartele... Puf, scompaiono magicamente, quasi facendoti dubitare del fatto che esse siano realmente mai esistite.

Ho paura che questo sia solo un periodo di prova. Che mi stia facendo congetture ed aspettative inesistenti, il cui subdolo scopo finale è solo quello di farmi perdere tempo.

Tempo che devo dedicare al prossimo esame.
Che ho tra qualche giorno.
Di cui ho studiato mezza pagina su 900 totali.

Quanto vorrei un pensatoio.


mercoledì 21 maggio 2014

Inchiostro simpatico

La mia solita vena malinconica e conservatrice, perennemente tesa verso quel passato lontano e irraggiungibile, ultimamente si sta tramutando in un'urgenza quantomeno insolita per la mia indole. Ormai i milioni di pensieri che si accavallano nella mia testa quotidianamente, ad ogni ora del giorno e, ahimè, della notte, sono volti verso un'altra direzione. Esattamente quella opposta.

Cosa mi aspetta?

Sono fermamente convinta che noi siamo artefici del nostro destino e, per carità, se da un lato ne sono felice dall'altro un po' mi spaventa. Perché vedete, in fondo sarebbe bello avere una sicurezza. Sapere che qualcuno ha comunque pensato a te, che non vieni mai lasciato solo, anche se rimani tu a scegliere.

Mi piacerebbe "sbirciare", anche solo per un attimo, come andrà a finire. Ammetto di aver sempre reputato odioso un simile atteggiamento, soprattutto se rapportato alla curiosità nei confronti di un libro o, peggio, di un film. Ma onestamente, dai, qui è diverso. Chi non vorrebbe avere una minima direzione, avere qualche certezza in più nei confronti di un futuro che sembra assomigliare sempre più ad un salto nel vuoto? Scommetto che tutti, anche i più sicuri di sé, alzerebbero la mano.

Vorrei aprire per un attimo una delle ultime pagine della mia vita (sia chiaro, anche un salto di una decina d'anni mi terrebbe buona per un bel po') e leggere una riga a caso. Una qualsiasi. Non voglio a tutti i costi i contenuti. Mi basterebbero lo stile, il ritmo, i punti esclamativi... Un segno.

Sicuramente, capirei qualcosa in più.
Capirei se la direzione è quella giusta, o se ciò che mi aspetta è un vuoto colmato da futili gioie, tanto frequenti quanto inutili e frustranti. Capirei se la benda che il futuro mi ha messo sugli occhi mi sta facendo salire, oppure sprofondare. 

In fondo, la strada la posso solo immaginare.

Un indizio. Un accenno di assenso o diniego. 

Non chiedo altro.


sabato 15 febbraio 2014

Fame di luce

La luce di una luna bianco latte penetra dolcemente i vetri della mia finestra. Credo di non averla mai vista così grande, tonda. Catalizza la mia attenzione, quasi mi invitasse ad uscire fuori.

Non fa freddo. L'aria è fresca, mi avvolge. Il parco su cui sporgo è avvolto da una tenebra insolita, attenuata dalla luce intensa di quel faro circolare.
La luna è avvolta da una poesia singolare, tutta sua. Diversamente dal sole, lei si fa guardare negli occhi. 

Mi incanto. Sento un brivido freddo risalire lungo tutta la schiena, preda di un vento che si ribella ai tentativi della natura di ricreare un clima più estivo. Forse dovrei rientrare. Forse è un avvertimento. Forse è una sfida a rimanere.

Nessuna nuvola. Non ho mai visto Roma così. Un tappeto di stelle incornicia quello scorcio di città.

Respiro. Sento il profumo della notte impadronirsi dei miei sensi. Indescrivibile.
Strano. Ogni volta che sento quel profumo, ogni volta che vengo rapita dal richiamo della notte, sento che qualcosa accadrà. O forse, semplicemente lo spero.
È una sensazione immediata. Parte dalla pancia, per poi risalire la schiena, le spalle, il collo. Immagini di estati passate in barca a guardare le stelle, ricordi di notti infinite avvolte da felice solitudine, di insolita speranza, di sogni che si devono avverare per forza perché, solitamente, lo status di "sogni" a loro non viene concesso.

È in questi momenti che mi viene voglia di afferrare la vita a due mani, di urlarle di non scappare via da me, di chiederle perché mi sta facendo aspettare tanto.

Io so che ci Sei. Lo sento. Eppure, a volte, non lo sento abbastanza.

Il cielo, con le sue stelle, ha deciso di mettersi a nudo per quello che è. La luna, senza veli, concede la sua luce a chi di luce non ne ha più.

Vorrei farlo anche io. O almeno, averne l'occasione.

Vorrei nutrirmi del mio passato e sbirciare il mio futuro, almeno per un istante. 
Potrei finalmente confidare alla luna, alle stelle, a questa notte purtroppo non infinita, la fondatezza delle mie speranze.

Di quella luce, finalmente, potrei goderne anche io.

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